F1 2022 – Sebastian Vettel lancia l’allarme guidabilità

F1 – La seconda giornata di test invernali sta per iniziare e come al solito potrete seguire la diretta sulla nostra pagina. Dalle prime otto ore di attività sono emersi dati interessanti. Abbiamo potuto osservare i tre top team mettere in pratica i loro programmi senza intoppi. Ferrari, Red Bull e Mercedes hanno completato oltre 100 giri (153 per la Rossa, nda) accumulando una serie di dati che nella notte sono stati profondamente analizzati e che saranno comparati con i numeri emersi dai simulatori.

Il day-1 viene usato sostanzialmente per questo genere di operazioni. Ecco che le scuderie ricorrono al montaggio di rastrelliere su cui sono installate decine di sensori che dipingono una sorta di quadro dell’andamento delle velocità dell’aria. La misurazione è effettuata in ogni tratto del circuito ed è per questo che spesso si tende ad imporre al pilota al volante un’andatura costante in determinate curve.

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Raccolta dati aerodinamici sulla F1-75 di Charles Leclerc, Test Barcellona – Day 1

Ieri, come sempre in questo tipo di prove, abbiamo visto proliferare queste antiestetiche griglie che, col passare delle ore e l’aumentare delle prestazioni, sono sparite in favore della flow viz paint, quella speciale vernice tramite la quale si evidenzia il percorso che i flussi fanno lungo la superficie della vettura. Test aerodinamici quanto mai importanti visto che debuttavano le monoposto di nuova generazione il cui sviluppo è appena iniziato. Tant’è che alcune di esse, già al pomeriggio, avevano introdotto novità tecniche abbastanza evidenti.

Mercedes con una nuova conformazione della parte laterale ai coni anti intrusione, Williams che ha aperto un condotto retrostante le prese d’aria dei radiatori. Red Bull, la monoposto che ieri ha lasciato un po’ tutti a bocca aperta, che nella sessione pomeridiana ha mostrato una serie di feritoie ai lati del cofano motore per provare una diversa dissipazione del calore. Insomma, le auto trasformate in laboratori viaggianti che hanno badato più a certi settaggi che alla prestazione.

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Adrian Newey sorprende ancora con la RB18

In questo “marasma” i piloti hanno anche dovuto iniziare a capire le vetture di nuova generazione. Le impressioni sono state mediamente positive e, dall’osservazione in alcuni punti strategici, non è sembrato che il comportamento delle monoposto sia poi così dissimile da quello che producevano le “sorelle maggiori” (leggi l’approfondimento specifico sulla Ferrari F1-75).

Tra i tanti pareri illustri che tendono alla generale soddisfazione ne registriamo uno dissonante. Ossia quello di Sebastian Vettel che ieri mattina ha fatto amicizia con la AMR22. Saranno state le masse aggiuntive determinate dalla presenza dei sensori, sarà stato lo shock dell’aggravio di peso che caratterizza i regolamenti 2022, fatto sta che il tedesco non si è espresso proprio in termini lusinghieri sul comportamento della creatura progettata da Andy Green.

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Sebastian Vettel a bordo della Aston Martin AMR22

Il problema di handling si è manifestato nelle curve lente. L’auto, ha riferito testualmente, Vettel E’ lenta come un camion e questo è dovuto al peso elevato“. Diverso il discorso per quanto riguarda le curve veloci. In quel frangente l’ex Ferrari ha parlato di un’auto divertente da guidare perché le velocità di percorrenza sono molto elevate. Seb ha anche parlato delle gomme sollevando un’altra questione interessante: “Se vai troppo forte il grip decade più velocemente rispetto a quello delle vecchie gomme da 13 pollici. Presumo che sia perché gli pneumatici sono meno elastici e quindi meno indulgenti“.

A questo punto bisogna capire se le questioni sollevate sono connaturate alle macchine figlie di questo nuovo regolamento tecnico o se è un “bug” che affligge la sola Aston Martin perché, così fosse, più di un campanello d’allarme inizierebbe a suonare in quel di Silverstone, sede della scuderia di Lawrence Stroll. Ovviamente siamo alla battute iniziali ed è inutile drammatizzare. Le prossime sessioni saranno decisive per correggere il tiro. Le vetture sono all’inizio della loro parabola evolutiva ed i margini operativi sono molto ampi. Già nelle prossime ore Aston Martin inizierà a lavorare duro sugli assetti per ottenere prima, risolutive, risposte.


F1-Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: Alessandro Arcari

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