Mercedes prova ad ammaestrare la W13 “assassina”

F1. Tra una settimana esatta, dopo le qualifiche del GP di Spagna, avremo un quadro più definito dei valori in campo. Tra chi intende confermarsi in vetta, chi vuole progredire nel proprio percorso di crescita e chi si dice persuaso di dare una svolta ad una stagione per ora non positiva, sono tanti i team che presenteranno versioni più o meno riviste delle rispettive monoposto.

Di certo la Ferrari proporrà una serie di novità per limitare il porpoising e per alleggerire l’efficace F1-75 che deve tenere il passo della Red Bull RB18. Quest’ultima, stando alle affermazioni del super-consulente Helmut Marko, dovrebbe proseguire nel cammino di dimagrimento per farla rientrare avvicinare ai limiti minimi di massa individuati dal regolamento tecnico. Quello tra Ferrari e Red Bull sarà un vero e proprio duello tecnico che segue quello verbale che si è infuocato nei giorni scorsi (leggi qui).

Tra i team che hanno bisogno di interventi più massicci ci sono sicuramente i motorizzati Mercedes che, per una serie di circostanze tra sé indipendenti, hanno presentato monoposto che non hanno funzionato al meglio. McLaren dovrebbe operare ancora sui condotti freno che hanno generato più di qualche grattacapo. Aston Martin è in predicato di approntare – stando a rumors che si fanno sempre più insistenti – una “versione B” della AMR22 che dovrebbe sposare i concetti della Ferrari.

E poi c’è lei, “la Diva”, la Mercedes W13 i cui progettisti stanno provando a darle un senso tecnico per capire se è il caso di proseguire nella filosofia a sidepod rastremati o se prendere un sentiero meno estremo e forse più prevedibile nelle reazioni in pista e nella correlazione con i dati scaturenti dalla analisi computazionali.

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Prove di pit stop per Lewis Hamilton e per la bizzosa Mercedes W13, Gp Miami 2022

F1. Mercedes W13: affinamenti continui per dare un senso ad un concept estremo

Ad Imola erano state introdotte alcune novità di micro-aerodinamica che avevano il compito di energizzare l’effetto downwash incanalando l’aria verso il basso, in direzione dei canali Venturi e dell’ingresso dei radiatori. A Miami un ulteriore step stato compiuto con un’ala posteriore dal nuovo profilo e una beam wing dal design diverso. Scopo? Ridurre il drag a parità di carico. E la cosa pare sia andata bene perché il deficit velocistico, complice un pista che ha consentito assetti più consoni, si è decisamente limitato.

Negli Stati Uniti è stata introdotta anche un’ala anteriore rivista negli endpalte con lo scopo di allontanare i flussi dal corpo vetture tentando una schermatura delle gomme. Lavori in corso per limitare i problemi che si possono sintetizzare in un fondo troppo esposto e flettente e in pneumatici posteriori poco protetti da pance “slim”.

Elementi che hanno fatto sorgere l’idea che si possa immaginare di ritornare indietro a soluzioni più convenzionali e che altrove stanno producendo effetti benefici. Valutazioni in corso che saranno definibili dopo che a Barcellona arriverà il nuovo, massiccio, pacchetto di update. Fare previsioni prima di vedere all’opera la vettura “anti-porpoising” è inutile. Serviranno comunque alcune gare di osservazione per promuovere o bocciare del tutto il pacchetto-auto.

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George Russell

F1. Mercedes W13: una macchina “killer”

Nonostante le difficoltà emerse in queste prime cinque gare, a Brackley credono nella bontà del progetto che non può funzionare come dicono le simulazioni a causa del pompaggio aerodinamico. A più riprese, Mike Elliott, James Vowles ed Adrew Showlin, supportati da Toto Wolff, hanno spiegato che si sta provando a rimettere sui binari una vettura “fastidiosa”.

Della Freccia d’Argento ha parlato Geroge Russell, pilota rivelazione di questo avvio di mondiale, capace di ottenere piazzamenti nei primi cinque in tutte le gare sin qui disputate. Un passista abile ad approfittare delle situazioni che la pista gli ha offerto e che sta tenendo dietro il più titolato compagno di squadra che, va detto, non ha un buon rapporto con la dea bendata.

Le performance ci sono – ha spiegato ai colleghi di Autosport il talento di King’s LynnDobbiamo soltanto trovare il modo di sbloccarle. Quello che non capiamo è ciò che rende la vettura così imprevedibile. Toto la definisce Diva, ma credo sia un eufemismo. Quando inizia a rimbalzare in curva è come ritrovarsi alla guida di una macchina assassina“.

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Lewis Hamilton in azione ad Imola, Mercedes AMG F1

F1. Mercedes W13: una vettura imprevedibile

Una delle difficoltà incontrate in stagione è quella relativa all’imprevedibilità della vettura che muta in maniera imprevedibile il suo comportamento al variare di piccoli elementi: “Sappiamo che sotto al cofano si nasconde un’auto veloce. Sabato scorso [a Miami] abbiamo ricevuto dei feedback anomali e non capiamo perché. Lewis ha fatto un lavoro migliore del mio qualificandosi sesto. Tuttavia, nonostante le correzioni di carburante e potenza, i nostri giri migliori li abbiamo avuti al venerdì e non al sabato come tutti gli altri che hanno migliorato le prestazioni di oltre un secondo“.

Le certezza del venerdì che si sono completamente relativizzate l’indomani. Una costante nel 2022 che sta letteralmente facendo impazzire i tecnici ed i piloti che sono diventati delle cavie raccogli-dati.

“Venerdì – ha spigato Russell il mio passo gara era più lento di soli due decimi rispetto quello di Leclerc. Domenica siamo tornati a mostrare un gap tra i 5 decimi e il secondo rispetto alla vetta. Non so davvero cosa sia accaduto, mi piacerebbe avere una risposta. Ma, al momento, nonostante il nostro team possa contare su alcune delle menti più brillanti della F1, non le abbiamo“.

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Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, GP Miami 2022

F1. Mercedes: testa a Barcellona

Quello di Miami potrebbe essere stato un fine settimana molto importante nella comprensione dell’auto. Le parti nuove hanno funzionato come ha spiegato Mike Elliott nel canonico debrief post gara. Ora è tempo di trovare continuità traendo le prime, concrete, risposte dopo mesi accumulo e analisi dati.

Barcellona sarà un vero e proprio spartiacque stagionale per i campioni di del mondo in carica. Al Montmelò le modifiche dovranno subito dare risposte che dovranno essere confermate, sette giorni dopo, su un tracciato come Monaco in cui conterà molto meno la sfera aerodinamica in favore di quella meccanica. Una pista sulla quale si adopereranno assetti più alti che potrebbero aiutare una macchina che non riesce ancora a viaggiare rasente al suolo per esaltare l’effetto Venturi.

Poche settimane per capire se la bastia sarà ammaestrabile. A Brackley non si sentono ancora tagliati fuori dalla lotta mondiale, ma è tempo di passare dai desideri ai fatti.


Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: F1, Mercedes AMG F1

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