sabato, Luglio 13, 2024

Lo step Ferrari per dominare nell’immediato futuro

La pausa estiva della F1 ha consentito a le varie scuderie di analizzare a freddo le performance espresse nella prima parte della stagione. Una sorta di bilancio “mid-term” che, al tempo stesso, rappresenta il punto di partenza per affrontare nel migliore dei modi i successivi nove round con uno sguardo alla stagione 2023.

In casa Ferrari la prima parte del mondiale è di complessa valutazione. Se l’obiettivo fissato per il 2022 era la chiusura del gap prestazionale con i team di riferimento degli ultimi campionati, Mercedes e Red Bull, va senz’altro sottolineato come il target sia stato ampiamente raggiunto. Tuttavia il brillante avvio stagionale ha forse alimentato aspettative superiori agli stessi target degli uomini di Maranello.

La filosofia progettuale del reparto motori italiano, mirata al recupero nei confronti di Honda e Mercedes, ha probabilmente tenuto in considerazione vari aspetti tecnici fisiologici. Di conseguenza, quella che poteva sembrare un’annata a chiare tinte rosse, ha evidenziato i limiti in termini di affidabilità del propulsore 066/7 sommata ad una plausibile impreparazione nella lotta al vertice.

Tuttavia il 2022 potrebbe rappresentare un anno di transizione molto diverso dal passato, in quanto si potrà ripartire da un progetto tecnico dal potenziale vincente al quale, è ovvio, bisognerà conferire la necessaria affidabilità e una gestione delle operazioni in pista a livello della diretta concorrenza.

F1
l’abbraccio tra Charles Leclerc, Mattia Binotto e Carlos Sainz (Scuderia Ferrari)

Sul piano strategico gli ingegneri della squadra modenese hanno spesso utilizzato piani tattici reattivi rispetto alle mosse della concorrenza, pagando dazio in diverse circostanze. Malgrado tutto, però, il campionato in corso sembra aver finalmente sanato un atavico problema: la correlazione tra i dati rilevati in pista e gli strumenti simulativi

Meta che ricopre un ruolo fondamentale specie se consideriamo il nuovo corpo normativo, scevro da riferimenti passati in quanto relativi a monoposto della vecchia generazione. Benché nel recente passato il Cavallino Rampante abbia realizzato ottime monoposto, non è riuscito a rivaleggiare sino in fondo a causa di sviluppi errati. In tal senso le stagioni 2017 e 2018 sono emblematica, due vetture che non hanno goduto dei giusti up date per rispondere ai continui miglioramenti della forte concorrenza Mercedes.

La logica conseguenza di tale miglioramento in questo campo è dimostrata dal processo di sviluppo della F1-75. I vari aggiornamenti proposti dai tecnici, invero, hanno funzionato migliorando le performance del mezzo, in linea con le aspettative del reparto di progettazione aerodinamica. Questo scenario si attesa come grande soddisfazione da parte di Mattia Binotto, team principal spesso criticato.


F1. Binotto guarda al futuro?

L’ingegnere di origine svizzera ha recentemente dichiarato come la correlazione tra galleria delle vento, pista e simulatore fosse un punto debole sul quale lavorare. L’impegno profuso per correggere questa anomalia, utilizzando nuovi strumenti e metodologie lavorative, ha prodotto risultati eccellenti. Comprendere il comportamento delle vetture 2022 godendo della correlazione adeguata era una prerogativa fondamentale.

F1
Mattia Binotto, team principal della storica Scuderia Ferrari

Interrogato sulla importanza di poter fare affidamento su strumenti di simulazione efficienti all’alba della nuova generazione di monoposto, il manager ha confermato l’importanza del traguardo raggiunto. Binotto si definisce molto soddisfatto di aver intrapreso questo percorso con il piglio corretto. D’altronde un inizio del genere genera molteplici vantaggi futuribili.

A margine dei fatti emerge una chiara considerazione legata all’introduzione dello scritto odierno. In molti si chiedono se questa annata si debba valutare come ipotetica occasione sprecata, in relazione allo scarso stato di forma iniziale di Mercedes e ad una Red Bull che, per stessa ammissione di Mattia, poteva essere battuta in almeno otto delle tredici gare sino ad ora disputate.

Con ogni probabilità il 2023 vedrà una Mercedes presente nella lotta al vertice, mentre Red Bull alzerà ulteriormente le prestazioni con la prossima vettura. Se per Ferrari il 2022 rischia di essere ricordato unicamente come anno dedicato al recupero tecnologico, non possiamo affatto escludere che le prossime stagioni possano essere dominate dal Cavallino Rampante.


Autore e infografiche: Roberto Cecere – @robertofunoat

Foto: Scuderia Ferrari – Oracle Red Bull Racing

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