La F1 non vuole vivere ancora a lungo su un dualismo escludente

Giorni di pausa, giorni di compendi. Le nuove regole tecniche, sportive e finanziarie della F1 hanno centrato gli obiettivi che FIA e Liberty Media si erano prefissi negli anni precedenti? Abbiamo delle indicazioni sommarie nonostante ben 13 gare siano andate in archivio. Per certi versi le norme si sono mosse nella giusta direzione; per altri hanno mancato il bersaglio. Ma la sensazione è che sia ancora troppo presto per consegnare agli annali un giudizio definitivo. Serve del tempo suppletivo ed è necessario calibrare meglio certi aspetti che forse erano sfuggiti agli stessi legislatori. Vedi porpoising, per fare un esempio tangibile.

Se le vetture hanno dimostrato di aver (parzialmente) risolto il problema del seguirsi in aria sporca generando duelli più serrati, resta sul piatto un grande busillis: il generale riavvicinamento dei valori che è lungi dall’essere compiuto. Il 2022 si sta giocando sulla lotta tra Red Bull e Ferrari che si sono spartite la torta lasciando alle concorrenti le briciole. Non traggano in inganno i 30 punti di distacco nel Costruttori della Mercedes da Maranello: il gap tecnico è ben più cospicuo di quello che la classifica racconta dopo che metà campionato è stata scritta.

F1
Carlos Sainz (Scuderia Ferrari) – GP Ungheria 2022

F1: è lontano l’obiettivo di rendere più vicini i valori in campo

Il punto su cui si sono palesati i deficit più grandi è di certo sul fronte della competitività generale delle dieci compagini presenti in griglia. I distacchi tra la testa e la coda del gruppo sono ancora ampi. Talvolta sono apparsi addirittura più marcati rispetto all’anno scorso. Anche se va detto che eravamo al climax di una generazione di monoposto basate su principi tecnici spremuti come un limone.

Da qua a fine stagione, salvo cataclismi, non ci aspettiamo che una terza forza riesca stabilmente ad inserirsi nella lotta per la vittoria. L’entrata in vigore della direttiva tecnica 039 (leggi qui) potrebbe avere delle conseguenze, ma di certo non ribalterà come un calzino la scala di valori sin qui osservata. Mercedes, nel suo cammino di sofferta ed ancora incompiuta rimonta, potrebbe essere il soggetto indiziato a spezzare il duopolio RB18 – F1-75. Cosa che avverrebbe sempre in particolari circostanze come quelle emerse a Silverstone piuttosto che all’Hungaroring dove la W13 aveva un passo gara tale da consentirle il colpaccio.

Nel campionato in corso, dunque, l’obiettivo primario di Liberty Media di rendere la F1 una categoria multicefala sul versante trionfatori di tappa è fallito. La cosa probabilmente è dipesa da una sensibile “sperequazione filosofica” tra monoposto che, nel tempo, tende a sparire visto che, eccezion fatta per Mercedes che prosegue nel suo design a sidepod sfilanti, tutti gli altri stanno andando verso le soluzioni postulate da Ferrari e Red Bull. Il processo potrebbe continuane nel 2023 solidificandosi sempre di più fino a permettere, nel 2024, il dispiegarsi di quella categoria altamente competitiva che è nella testa dei colletti bianchi dei Liberty Media.

F1
George Russell, Mercedes AMG F1, Gp Ungheria 2022

F1. Due anni per spezzare un duopolio escludente

Questa è l’idea che ha espresso Wolff che rietine che la chiave per realizzare l’architettura voluta dalla proprietà statunitense sia nel budget cap. “Credo che il tetto alle spese compatterà il gruppo entro due anni quando avremo cinque team in grado di vincere delle gare. Dopo altri tre, altrettanti lotteranno per il Mondiale“. Questo il “Toto-pensiero” espresso alla colonne de La Gazzetta dello Sport. Un processo dunque lungo, più articolato di quello che avevano postulato i decisori e per il quale la FIA sta apportando modifiche che fanno storcere il naso ai protagonisti della F1 che non vorrebbero perdere il vantaggio tecnico acquisito in nome di un livellamento prestazionale che è diventato la mission strategica della proprietà.

Secondo Wolff, dunque, nel prossimo quinquennio la F1 potrebbe essere un’arena nelle quale i competitor che si sfidano per il bottino grosso non sono in una manciata di piloti, ma una massa ben più corposa che darà vita ad uno spettacolo senza precedenti. La stabilità regolamentare si deve leggere in questa chiave. Una spinta propulsiva decisiva affinché questa intelaiatura si costruisca fattivamente arriverà anche dai nuovi soggetti che si stanno affacciando nella massima serie. Ossia quella Volkswagen che deve essere messa subito in condizione di dire la sua senza dover pagare di uno scotto da noviziato oltremodo lungo ed afflittivo.


Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: F1, Mercedes AMG F1 Team, Scuderia Ferrari F1

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