Penalità e “BOP” tecnico: un mix potenzialmente esplosivo per Red Bull

Con i test Pirelli di ieri la F1 ha spento in motori in via definitiva per quanto riguardo l’anno in corso. Ora la palla passa ai tecnici che stanno alacremente lavorando nelle fabbriche per definire i modelli che calcheranno le 24 piste che compongono il calendario 2023. L’unico elemento di comunanza alle dieci compagini è il budget cap, costante di riferimento che dopo gli accadimenti di questo 2022 non dovrebbe essere sforato visto che la sentenza che ha penalizzato la Red Bull è anche servita a chiarire l’ambito applicativo dell’istituto.

A differire, in virtù del balance of performance tecnico (BOP), saranno le ore di lavoro relative agli elementi galleria del vento – CFD. Le norme stabiliscono una scala mobile che sfavorisce chi vince e sostiene chi si attarda in classifica. Osservando la situazione dei tre top team, troviamo una Red Bull con a disposizione il 70% del monte ore wind tunnel, pari a 224 corse. Alle spalle c’è la Ferrari che può contare su 240 “run” (75% del totale) e Mercedes che disporrà di 256 corse, l’80% della quota massima riservata a chi ha arrancato in fondo alla graduatoria.

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La show car 2022 della FIA in galleria del vento

F1. Red Bull fortemente penalizzata dal BOP e dalla sanzione ricevuta

Ma la penalità comminata agli anglo-austriaci modifica sensibilmente le cose. I campioni del mondo in carica, difatti, devono scontare una sottrazione del 10% da quel 70 di cui sopra. Adrian Newey e la sua equipe, dunque, si ritroveranno a lavorare con sole 202 corse che corrispondono al 63% del monte-ore globale. Una condizione molto afflittiva poiché l’impianto al quale si appoggia la Red Bull è obsoleto e necessita di tempo per andare a regime. Tanto che, ne abbiamo parlato recentemente, la franchigia che fu di Mateschitz ha deciso di costruire una nuova struttura che non sarà però pronta prima di fine 2023.

La condizione operativa in cui versa la Red Bull non è di certo rosea. I concorrenti potrebbero avvantaggiarsene, specie nel dipanarsi della stagione. L’assenza di un grosso ammontare di ore di lavoro potrebbe difatti farsi sentire non nella definizione inziale del progetto – che dovrebbe basarsi sulle virtù della RB18 adeguatamente sviluppate – ma piuttosto nella capacità di farlo progredire. Mercedes, nel campionato appena archiviatosi, ha dimostrato che è possibile far crescere un mezzo anche con la tagliola del budget cap a mordere le caviglie. Ma se mancano le opportunità di poter operare si fa tutto più difficile.

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Red Bull RB18 – Gp Abu Dhabi 2022

F1. Mercedes potrebbe avvantaggiarsi delle difficoltà della Red Bull

Lo sa Toto Wolff che sul 2023, senza dichiaralo ad alta voce, punta forte per vedere la sua squadra ritornare a trainare il carrozzone della Formula Uno dopo un anno di purgatorio che ha preso le sembianze della W13 (leggi qui). Credo che il modo in cui sono stati progettati i regolamenti aerodinamici e la penalizzazione che Red Bull ha ottenuto possano avere un effetto. Il modo in cui sono stati stabilite le norme, con queste restrizioni, fa sì che ci siano squadre più indietro che possono davvero fare un grande salto rispetto ai primi classificati“, ha spiegato il manager viennese.

Wolff crede che la strada tracciata da Liberty Media, che quest’anno non ha affatto funzionato, alla lunga possa rivelarsi vincente: “In futuro assisteremo a campionati molto più ravvicinati, perché chi arriva ultimo avrà il 40% in più di ore di lavoro. Quindi è chiaro che si tratta di un vantaggio da sfruttare. Red Bull è una squadra brillante. Questo darà loro una motivazione in più“.

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Lewis Hamilton (Mercedes AMG) durante la Q2 delle qualifiche del Gp del Brasile 2022

Il boss della Mercedes, proiettandosi all’anno venturo, si nasconde e fa un po’ di pretattica. La crescita della W13 è stata prorompente ma percorrere l’ultimo miglio dopo uno sforzo sovrumano è sempre l’operazione più complessa. Da qui l’idea di procedere con cautela ed evitando facili proclami che potrebbero ritorcersi contro: “Non sono affatto sicuro che riusciremo a tornare a competere per il campionato perché bisogna riconoscere che la concorrenza è forte – ha spigato Wolff – Però faremo tutto ciò che è in nostro potere. Ogni cosa alzare i nostri obiettivi in alto e cercare di raggiungerli“.

Milton Keynes, da sempre, ha saputo tirarsi fuori da situazioni particolarmente difficili e potenzialmente penalizzanti. Quelle che dovrà affrontare nel 2023 sono sfide inedite ed ardue. E forse per questo più stimolanti. Da qui l’avvedutezza con la quale Mercedes si muove a cui si associa un profilo basso anche da parte di quella Ferrari che ha scientemente sacrificato la seconda parte di mondiale bloccando lo sviluppo della F1-75 per puntare tutto il bottino a disposizione sul modello che le succederà. Vedremo con quali esiti…


Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: F1TV, Mercedes AMG
Oracle Red bull Racing

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