Ferrari sembra non credere in Leclerc al 100%

Con un colpo di reni nell’ultimo round della stagione di F1 2022, Charles Leclerc e la Scuderia Ferrari riescono a conquistare la piazza d’onore nelle rispettive classifiche iridate. Un contentino rispetto all’inebriante inizio stagione che tuttavia restituisce un po’ di serenità al team di Maranello.

Le incontrollate e apparentemente infondate voci sull’imminente avvicendamento al timone della GES, non hanno distratto la storica scuderia modenese abile, a Yas Marina, a centrare la strategia e sopravanzare Perez sul filo di lana.

Il titolo di vice campione del mondo è il minimo sindacale rispetto a quanto espresso da Leclerc nel corso della stagione. Una medaglia d’argento della quale il monegasco non andrà troppo fiero, ma che gli consentirà di staccare la spina portando con sé sensazioni positive durante la lunga pausa invernale. Il talento ferrarista ha vissuto una stagione molto stressante dal punto di vista emozionale, spesso in balia di circostanze tecniche e strategiche che lo hanno defraudato di maggiori soddisfazioni.

La sensazione è che nonostante i diversi inconvenienti, il binomio Verstappen/Red Bull sarebbe stato comunque fuori portata per Leclerc, in ragione di un piano di sviluppo che ha reso la RB18 praticamente imbattibile nella seconda parte della stagione (clicca qui per i dettagli).

F1
l’olandese Max Verstappen (Oracle Red Bull Racing) festeggia la vittoria al Gran Premio di Abu Dhabi edizione 2022

Uno dei tratti principali del carattere di Leclerc risiede nell’elevata esigenza verso sé stesso, marchio di fabbrica dei fuoriclasse. Quest’attitudine va alimentata da un team che condivida il medesimo spirito di “continuos improvement”. In alcune fasi del mondiale però, non ha faticato ad emergere la difformità di obiettivi tra Charles e quelli realisticamente raggiungibili dal team.

Se per il Cavallino Rampante il 2022 doveva essere l’anno del riscatto, per Leclerc l’asticella si è alzata in modo esponenziale dopo il dominio espresso in Australia. I target divergenti hanno innescato il malessere del monegasco, trasformatosi in frustrazione a seguito di alcune scelte strategiche che hanno mortificato il suo ruolo. Posizione che il ferrarista, dopo aver “pagato” il suo purgatorio durante le ultime stagioni, ritiene di essersi guadagnato: essere consacrato il faro del team.

F1
Mattia Binotto ammonisce Charles Leclerc al termine del Gran Premio d’Inghilterra 2022

Dopo la tappa inglese Charles ha realizzato che il tempo della gratitudine è scaduto. Non bisogna infatti dimenticare che l’ex Alfa Romeo è la punta di diamante della Ferrari Driver Accademy che ha supportato la sua carriera dalle categorie minori sino al prestigioso sedile in F1.

Un senso di riconoscenza ripagato attraverso prestazioni superbe. Basti pensare al clamoroso secondo posto nella tappa inaugurale del mondiale 2020, in Austria, al volante della SF1000, una delle peggiori monoposto della storia ferrarista.


F1: la legittimazione dello status come fattore imprescindibile

Secondo il mantra di Mattia Binotto, la coppia di piloti formata da Leclerc e Sainz è la migliore dello schieramento. Indipendentemente dalla veridicità, tale affermazione sottintende, in modo subliminale, la pariteticità dei due secondo la valutazione del team principal.

Se tale giudizio è stato fortemente motivante nella stagione 2021, dove uno spirito collaborativo all’interno della squadra era necessario per raggiungere il miglior risultato complessivo, nel 2022 questa strategia ha mostrato tutti propri limiti.

Quando il mezzo asseconda le ambizioni del pilota più talentuoso è doveroso, quanto redditizio, definire gerarchie che lo possano aiutare a conseguire il miglior risultato possibile. In una recente intervista Charles ha implicitamente confermato di non poter richiedere una posizione di privilegio nelle scelte del team Ferrari:

È qualcosa che personalmente non posso controllare, quindi preferisco concentrarmi su quello che posso gestire e sulla mia guida. Sono cose che si affrontano internamente se ne sento il bisogno: il mio lavoro è fare il meglio possibile e allora il team deve spingere nella mia direzione. Questa è la mia risposta”.

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il cenno di intesa tra Charles Leclerc e Carlos Sainz (Scuderia Ferrari) al termine delle qualifiche del Gran Premio di Spagna edizione 2022

Leclerc è consapevole che in F1 nessun squadra può fornire garanzia di successo, tuttavia gradirebbe avere la medesima considerazione che il team Red Bull ha sempre nutrito nei confronti di Max Verstappen, anche nei momenti dove Ricciardo stava oscurando le gesta del proprio enfant prodige.

Il tempo ha ripagato la fiducia incondizionata verso l’olandese. Tale fiducia ha prodotto “vittime” illustri quali Gasly, Albon e Ricciardo. In questo caso Red Bull non ha esitato un istante nel fornire le chiavi del team all’attuale due volte campione del mondo.

Ancor prima dei papabili futuri successi, logica conseguenza del suo enorme talento, Charles gradirebbe prendersi sulle spalle le sorti della Ferrari attraverso una chiara definizioni dei ruoli. Sotto questo aspetto, pare che il management della rossa non voglia concedere quella fiducia incondizionata che a Leclerc servirebbe tremendamente.

Al momento il rapporto di collaborazione con la Ferrari scade al termine del 2024. Tuttavia, già a partire dalla prossima stagione, il monegasco capirà se le sue ambizioni verranno assecondate oppure no: Il 2024 è lontano e mi resta un po’ di tempo con la Ferrari. Questa scuderia è sempre stata il mio sogno. Il mio obiettivo per il momento è di vincere qui, poi si vedrà. Sono contento e ho voglia di vincere con loro”.


F1. Binotto/Leclerc: ci eravamo tanto amati

La ragionevole smania di vittoria di Leclerc, accelerata dai successi di Verstappen, parrebbe che in qualche modo lasci indifferente Mattia Binotto. Il monegasco e il manager italosvizzero sembrano avere una calendarizzazione della vittoria completamente asincrona. Per Charles il 2022 poteva e doveva essere l’anno della consacrazione, per Mattia uno step evolutivo rispetto alla scorsa stagione.

Eppure, sino al 2020, Charles era dichiaratamente l’uomo della provvidenza, pilota attorno al quale costruire i futuri successi del Cavallino Rampante. Anche in merito alle recenti voci sul presunto avvicendamento di Binotto con Vasseur, Leclerc ha risposto con distacco:

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lo sconforto di Charles Leclerc (Scuderia Ferrari)

Per ora sono solo voci. Ce ne sono sempre in F1 e ancor di più in Ferrari. Ho imparato a non pensarci e a non commentare, soprattutto in questo momento. Il miglior approccio è quello di essere sulla stessa lunghezza d’onda per prendere le decisioni giuste insieme. Non vuol dire necessariamente cambiare le persone, ma è qualcosa che riguarda il funzionamento della comunicazione tra gli ingegneri che deve essere più chiaro”.

Sembrano lontani i tempi in cui Schumacher legò la sua permanenza in rosso a quella di Jean Todt, nell’occhio del ciclone per i deludenti risultati della prima parte della stagione 1996. Nonostante l’amore per la rossa, la sete di vittoria di Leclerc potrebbe prevalere nelle future decisioni del pilota monegasco. Un monito fin troppo chiaro per il management della Ferrari…


Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat

Foto: Scuderia Ferrari

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