sabato, Luglio 20, 2024

F1, McLaren: nessun traguardo è precluso per i “garagisti”

McLaren in F1 ha fatto un lavoro straordinario nell’ultimo anno e mezzo. La questione è sotto gli occhi di tutti. La massima categoria del motorsport ha sempre cercato di attrarre i colossi dell’automotive, a seguito della fuga di massi di alcuni marchi importanti del calibro di Toyota e BMW che, ovviamente, non riuscirono a trasformare in successi i loro enormi investimenti all’inizio del terzo millennio. C’è chi ha preferito restare come nel caso di Renault, schierando l’omonimo team e, di recente, cercando di valorizzare lo storico brand Alpine senza successo.

Mercedes, tornata nella massima categoria del motorsport nel 2010, dopo i fasti degli anni ‘50 acquistò la vincente meteora Brawn GP. Lo fece consapevole di poter inaugurare una stagione ricca di successi, sfruttando il vantaggio competitivo sull’area dei propulsori turbo ibridi. Per gli storici team indipendenti o “garagisti”, come vennero provocatoriamente battezzati le scuderie d’oltremanica dal “Drake”, sembravano destinati a recitare il ruolo di comparse. Per loro, sulla carta, non poteva che esserci che un copione da subalterni rispetto alle squadre ufficiali e costruttrici anche delle unità di potenza.

McLaren F1
Toto Wolff, team principal e co- proprietario di Mercedes AMG F1 Team

Fortunatamente non è andata proprio così. Nonostante Red Bull possa senza dubbio essere collocata in questa categoria di scuderie, gli sforzi profusi dal team di F1 con sede a Milton Keynes nella realizzazione della divisione Powertrains, li ha resi decisamente meno vincolati al legame con Honda che ha lasciato ufficialmente il Circus all’indomani del trionfo di Max Verstappen nel tragico e chiacchieratissimo scenario di Abu Dhabi 2021. In sostanza, Christian Horner ha sempre bramato il ruolo di Ferrari del Regno Unito, in grado di produrre e gestire l’intera monoposto fatta casa.

F1, McLaren: l’eccezione che conferma la regola e imbarazza Mercedes

Da metà della scorsa stagione i progressi del team McLaren, guidato dall’ingegnere di Orvieto Mr. Andrea Stella, non sono passati di certo inosservati. Due anni orsono in pochi avrebbero scommesso sul ritorno ai vertici della categoria del team di Woking. La storica squadra fondata da Bruce McLaren tanti anni fa, era tornata al successo prima della rivoluzione regolamentare del 2022, grazie alla sorprendente doppietta di Monza durante il campionato 2021. Ma il ritorno delle wing car nella moderna F1 aveva fatto sprofondare il team di Woking nelle retrovie.

McLaren F1
Andrea Stella – Team Principal McLaren

In modo abbastanza inaspettato, progressivamente, le monoposto color papaya sono diventate una sagoma sempre più grande negli specchietti retrovisori di Max Verstappen. Il prossimo step è quello di mostrare il proprio retrotreno a tutta lo schieramento, perché lo storico team inglese sembra pronto all’ultimo salto di qualità. Anche a Imola avrebbe potuto bissare il successo di Miami, ma la grande abilità del talento di Hasselt ha consentito alla Red Bull di vincere in terra italiana, in uno dei weekend più difficili degli ultimi anni per il team colorato blu Racing.

McLaren sta dimostrando che nessun obiettivo è precluso per una scuderia indipendente. Del resto la certificazione dell’ottimo lavoro compiuto dal team di Zak Brawn arriva da proprio dalla Mercedes attraverso le parole di Toto Wolff il quale, pur masticando molto amaro, ha ammesso che “i clienti” di Woking stanno dimostrando che l’unità turbo ibrida tedesca è all’altezza per compere ai massimi livelli. Quando McLaren ha rinnovato l’accordo di fornitura delle power unit con la Stella a tre punte, in molti hanno creduto che fosse una scelta errata.

Provvedimento che non avrebbe consentito di poter vincere gare o titoli in presenza del team ufficiale di F1 Mercedes. Questo primo “stint” della stagione sta smentendo tutti, facendo vedere che anche senza produrre il propulsore in casa è possibile vincere, battendo anche gli stessi costruttori del proprio motore. Una circostanza che in passato è accaduta solo con Red Bull, nel primo ciclo vincente dal 2010 al 2013, quando le monoposto disegnate da Adrian Newey erano spinte dal motore V8 aspirato Renault e la casa transalpina era presente con il suo team ufficiale nel Circus.

McLaren F1
Lando Norris (McLaren) – a bordo della sua MCL38 – GP Imola edizione 2024

All’epoca fu uno scenario molto imbarazzante per Renault, esattamente come lo è in questo momento per Mercedes, in termini di immagine e in quanto circoscrive i problemi delle frecce nere e argento nell’ambito aero-meccanico del progetto W15. Se le performance della McLaren continueranno ad essere quelle apprezzate negli ultimi due round della stagione, quella che oggi è una sensazione diventerà una certezza: i team indipendenti nel contesto della nuova F1 disciplinata dal regolamento finanziario, possono ambire a qualsiasi traguardo.


Autore: Roberto Cecere – @robertofunoat 

Immagini: McLaren – F1Tv

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