Toto Wolff – Mercedes: parole che sanno di addio

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Toto Wolff – Mercedes: parole che sanno di addio
Toto Wolff. Mercedes AMG

A Toto Wolff piace agitare le acque. Dopo aver più volte rassicurato circa la sua permanenza in Mercedes nonostante qualche incomprensione col boss dei boss Ola Kallenius (leggi qui) e malgrado abbia allontanato con decisione – e anche un po’ di fastidio – le voci che lo volevano vicino al matrimonio con la nascente Aston Martin di Lawrence Stroll (per approfondire), ha oggi rilasciato parole che avvolgono nuovamente nella nebbia il rapporto che ha con quella casa automobilistica tedesca che tanto lustro gli ha regalato. Wolff è innegabilmente un abile e scafato comunicatore che riesce a spiazzare gli osservatori ribaltando i concetti espressi nelle precedenti uscite. Esattamente ciò che è successo con la dichiarazione che riporteremo più avanti.

Cos’è, dunque, che fa pensare e sospettare che il team principal austriaco possa contemplare l’approdo presso altri lidi a partire dal 2021? L’acquisizione di quote azionarie della Aston Martin? Forse. La scadenza del contratto (fine 2020) che lo lega alla Mercedes? Pure. Ma anche l’idea di disertare parte dei Gran Premi che costituiranno il campionato che dovrebbe partire a inizio luglio proprio nella terra che ha dato i natali al manager-imprenditore. “Per il 2020 sono il team principal della Mercedes – ha riferito al giornale Osterreich ma potrei dividere il mio tempo in maniera diversa rispetto alle stagioni precedenti. Potrei non essere presente a tutti i Gran Premi. Voglio fare la mia parte per per consentire a Hamilton di conquistare il settimo titolo della sua carriera. Lewis sa come sfruttare in maniera costruttiva questa pausa forzata. Tornerà più forte e più in forma che mai, me lo ribadisce ad ogni telefonata”.

Toto Wolff – Mercedes: parole che sanno di addio
Prove di pit stop per la Mercedes W11

Dichiarazioni abbastanza concise che stridono con la loquacità che generalmente caratterizza il personaggio. Frasi che però vanno attentamente analizzate perché aprono a diverse riflessioni. “Per il 2020 sono il team principal della Mercedes…” ha quindi detto Wolff. Quel “Per” sembra lasciare pochi spazi a diverse interpretazioni oltre a quella che fa ritenere plausibile il divorzio del team di Brackley. Ancora, il passaggio dedicato a Lewis Hamilton, sa di commiato. Quasi l’esigenza di esternare un lascito alla platea di tifosi ed osservatori. Un cerchio che deve chiudersi, se davvero accadrà, dopo otto anni di legame, di trionfi, di soddisfazioni. Di dominio pressoché incontrastato su un concorrenza sovente annichilita. Voglia di nuovi stimoli? Forse. Inedite sfide potrebbero esservi all’orizzonte per Wolff che viene tirato per la giacca da Liberty Media, dalla FIA, dall’amico e magnate canadese Stroll. Tutte strade percorribili nonostante i veti di chi non vorrebbe vedere un uomo vicino a Stoccarda accomodarsi laddove si prendono decisioni che contano. Che orientano il futuro tecnico e politico della Formula Uno.

Rileggendo attentamente le estrinsecazioni verbali di Wolff c’è un particolare che balza all’occhio: la gestione della coppia piloti in seno al team. Hamilton è ritenuto la stella assoluta. Ovviamente non per uno status di prima guida formalizzato da contratto, ma per la cifra tecnica mostrata negli ultimi anni. Ma affermare con estrema nonchalance di voler aiutare l’anglo-caraibico a conseguire la settima corona sicuramente non genererà gioia nel povero Valtteri Bottas che rivendica le sue legittime possibilità di vincere il titolo. Se quello di Wolff è uno scivolone mediatico o una manifesta linea di condotta della Mercedes non è dato saperlo, ma di certo è un’affermazione che poteva essere formulata in maniera più accorta, diplomatica. Dirsi così manifestamente convito di dover aiutare un pilota ad entrare definitivamente nella storia potrebbe essere letto come voler completare una missione. Dopo la quale, appunto, salutare la truppa.

Se è vero che il manager viennese diserterà alcune gare – e bisogna vedere se così sarà o se si tratta di una boutade atta a depistare per nascondere altri progetti imperscrutabili – sarà curioso vedere come il team si ristrutturerà. La Mercedes ha quasi sempre trovato soluzioni interne agli avvicendamenti nei ruoli chiave. Quando è andata a cercare altrove ha affiancato piuttosto che sostituito. Vedasi quanto accaduto con James Allison che, dopo l’esperienza alla Ferrari, ha lavorato a stretto contatto con Aldo Costa prima che questi, via via, rimodulasse il suo impegno in seno al team per poi dirgli addio accasandosi, con un ruolo di assoluto rilievo, alla Dallara (leggi qui).

Se Wolff mancherà a certi Gran Premi, chi ne farà le veci? Questo, ovviamente, non è noto. Ma c’è un precedente che potrebbe essere indicativo. Il team principal, è vicenda conosciuta a arcidiscussa, non s’è fatto vivo durante il GP del Brasile del 2019 chiusosi non di certo positivamente per le Frecce d’Argento, con Bottas fermo per una rottura della power unit e Hamilton pasticcione e penalizzato per aver causato l’uscita di Alex Albon. In quella circostanza fu James Allison a fare le veci di Toto. Una soluzione tampone che verosimilmente non sarà replicata se nel 2021 dovesse esserci l’addio.

Toto Wolff – Mercedes: parole che sanno di addio
Hamilton, Bottas e Toto Wolff

Se, dunque, Wolff mancherà con maggior frequenza è presumibile che una scuderia così puntualmente strutturata presenterà un nuovo attore pronto a guidare le operazioni. Una sorta di training in vista di un campionato completo e non rimaneggiato come sarà quello 2020. E’ bene precisare che siamo nell’alveo delle congetture perché, al di là di quelle che possono essere le percezioni, non v’è certezza che il viennese sia al canto del cigno. Certamente c’è curiosità su questa vicenda perché la Mercedes, all’esterno, ha sempre dato la sensazione di essere una macchina organizzata in maniera ultra perfetta. Riscontrare questa indeterminatezza, specie in una stagione che sarà difforme dalla norma a causa dell’emergenza Coronavirus, è già di per sé un’anomalia. Che potrebbe essere percepita dalla concorrenza come uno scricchiolio, un segno di debolezza. Il tempo ci dirà se il team campione del mondo saprà superare questo ennesimo, eventuale, scoglio.

Autore: Diego Catalano – @diegocat1977

Foto: Alessandro Arcari – @berrageizf1Mercedes, F1

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