Mercedes monta l’ala a doppio pilone da alto carico

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Mercedes monta l’ala a doppio pilone da alto carico


Il primo triple header della stagione si completerà questo fine settimana con il Gran Premio di Ungheria. Nel calendario originale il Circus sarebbe dovuto approdare a Budapest non prima del mese di agosto, proponendo temperature sicuramente più alte. Il layout del tracciato che si fa spazio nella bellissima campagna magiara, fa dell’Hungaroring una delle piste più lente del mondiale. Formata da curve molto strette e tortuose, è collocata a 238 metri sul livello del mare presentando un dislivello massimo di circa 26 metri.Per queste semplici ragioni possiamo definite la pista ungherese come un circuito da alto carico aerodinamico. 

Nella giornata di ieri, durante i consueti controlli della federazione internazionale, le differenti scuderie hanno presentato le vetture con le ali posteriori diverse rispetto a quelle viste in Austria. Il team campione del mondo Mercedes, cheaveva già testato la sua ala da alto carico durante le Fp1 della scarsa settimana, rispetto alla versione da medio carico propone una novità sostanziale sui piloni di sostegno che sono passati da uno a due

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Osservando l’immagine dell’amico Albert Fabrega in arrivo direttamente dalla pit lane di Budapest, possiamo facilmente notare come il mainplane abbia un angolo di attacco completamente diverso, per adattare la strepitosa W11 alle caratteristiche del circuito magiaro. 

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Anche Red bull ha portato in pista la propria versione da alto carico, ma a differenza del team tedesco presenta una zona esterna leggermente scaricata per contenere i vortici di estremità che comportano un aumento del drag. La RB16 non può permettersi di montare un’ala da altissimo carico visto che, a livello di potenza pura, il propulsore Honda paga ancora un certo quantitativo di potenza nei confronti di Mercedes. Cavalli che probabilmente non saranno  determinanti come in Austria, ma potrebbero comunque fare la differenza nei brevi allunghi presenti nel circuito ungherese.


Autore: Cristiano Sponton – @csponton

foto: Albert Fabrega

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