Essere Sebastian: un non buon compleanno

F1. Soffiare sulle candeline mostrando un sorriso divertito, un’edizione fanciulla di sé. Accogliere doni e pensieri da parte dei tifosi, ringraziarli con un cenno o scambiando con loro qualche battuta. Trovarsi circondato dalla propria famiglia, rilassato e sereno, nonostante una pista non del tutto amica. Queste le premesse per il week end austriaco di Sebastian Vettel, che avrebbe voluto regalarsi un arrivo a punti, mentre invece non ha neppure visto la bandiera a scacchi.

Corsi e ricorsi da compleanno, tra molteplici torte e qualche amarezza di troppo, oggi come ieri. Sebastian ce la mette tutta per festeggiare alla grande e lo fa ipotecando una buona qualifica. Ottavo tempo, top ten centrata, un ottimo segnale e un passo avanti rispetto alla settimana precedente. Ma gli sforzi risultano vani a causa di un fraintendimento, di un errore del team, reo di non averlo avvisato della presenza di Alonso. Fernando, lanciato, ha trovato Vettel a sbarrargli la strada. Lento, come erano lenti molti altri piloti dinnanzi a lui. Giro rovinato per lo spagnolo che non riesce ad accedere in Q3 e conseguente penalità per il tedesco.

F1
Sebastian Vettel, Aston Martin

Una decisione impopolare, soprattutto dal momento che Sebastian non è stato l’unico pilota convocato dai commissari (ascoltati anche Bottas e Sainz) e che proprio lo stesso Alonso ha scagionato Vettel per l’accaduto. Il tedesco, da parte sua, si è scusato immediatamente e profusamente con l’ex rivale e Fernando ha compreso la situazione. Tuttavia questo non è certo bastato per evitare la penalizzazione, così Seb si è ritrovato retrocesso in undicesima posizione, con tanto di gomma rossa a complicare ulteriormente la sua gara.

Una sanzione evitabile? Probabilmente no, visti i precedenti. Ma, quantomeno, avrebbe dovuto essere applicata con maggior criterio o comunque valutata a seconda della situazione. Nella fattispecie mi riferisco a quella sorta di gentlemen agreement che dovrebbe vigere tra i piloti in qualifica e che, come ha ricordato Michael Masi, dovrebbe essere rivisto su un tracciato breve come quello austriaco. In altre parole, il mal comune non ha prodotto un mezzo gaudio, ma solo un danno a due piloti esperti e corretti. Inutile, al solito, recriminare. Ma sarebbe bello che, una volta o tanto, la F1 imparasse dai propri errori.

F1
Sebastian Vettel, Aston Martin

Tuttavia, quella che potrebbe apparire come una banale penalità, poco influente data la posizione a centro gruppo, diventa una vera e propria condanna per Vettel che parte sì undicesimo, ma essendosi qualificato in top ten non ha la possibilità di scegliere le gomme, trasformando la sua gara in un mezzo calvario. Ottima partenza ma un primo stint troppo breve a causa delle soft. Sosta anticipata che lo spedisce negli inferi del traffico, non permettendo alle sue coperture hard di performare adeguatamente. Necessità di una seconda sosta che lo relega nelle retrovie, dove naviga fino al finale, senza trovare il ritmo adeguato, ma ritrovandosi a tu per tu con un distratto Raikkonen, che lo sperona senza pietà.

Finisce così nella polvere un week end iniziato sotto buoni auspici, macchiato da una penalità, travolto da una strategia insensata. Sebastian non se la prende più di tanto e guarda avanti, perché ultimamente con l’Austria il feeling non è dei migliori. Ancora una volta penalità, come nel 2018, ancora una volta incidente, come lo scorso anno in Stiria con Leclerc. Ancora una volta una gara senza vedere il traguardo, come è stato nell’edizione 2016, quando si ritirò causa scoppio di uno pneumatico. Quasi un karma negativo per una festa mancata, un amaro calice con cui non si riesce a brindare. Eppure #EssereSebastian è anche ripartire, provando nuovamente a stupire, proprio quando meno te lo aspetti.


Autore: Veronica Vesco – @VeronicagVesco

Foto: Aston Martin Cognizant F1 Team

Veronica Vesco
Il candore di un foglio bianco che m'invita alla scrittura. Il fragore di una monoposto rossa che accende la mia natura. Due colori tratteggiano il mio profilo fin dall'infanzia. Due colori capaci di accompagnarmi nel tempo, assumendo molteplici tonalità, sfumate dagli eventi della vita. Da una penna a una tastiera. Da un'auto a pedali agli autodromi. Da una laurea in Lettere al primo libro. Sempre nel segno di una Ferrari. Sempre con il sogno di cavalcare le mie passioni.

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