Gp Olanda 2021-Analisi prestazionale qualifiche: Red Bull “magica” in curva 3. Leclerc limitato dal posteriore

F1. Quella di Max Verstappen e del Gran Premio d’Olanda è una favola che sta andando nella direzione giusta. La pole di oggi pone Max nelle condizioni migliori per puntare alla vittoria domani. Le due Mercedes sono però in agguato e domani avranno molte chance per attaccare la Red Bull. Gasly e la sua AlphaTauri si inseriscono davanti alle vetture del cavallino. Ottimo settimo posto per l’Alfa Romeo di Giovinazzi.

Una sessione complicata e piena di variabili. Innanzitutto la rapida evoluzione della pista. Tra l’inizio e la fine del Q1 l’asfalto si è gommato molto e il miglioramento è stato stimato in circa un secondo. Oltre a ciò, anche il vento ha giocato un ruolo importante. Siamo accanto al mare, per cui è presente una brezza che spira in modo costante.

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Per Red Bull una trazione eccellente e un bilanciamento quasi perfetto. Buona nei cambi di direzione e a proprio agio nelle veloci curve in appoggio. Una RB16B senza quasi alcuna sbavatura, tanto che potremmo definire questa vettura la migliore Red Bull vista nelle qualifiche di quest’anno. Una vettura pressochè imbattibile quest’oggi. Oltre a ciò, la gestione delle mescole Pirelli è stata ottima. Su una pista del genere conta molto anche il pilota, il quale deve riuscire a mantenere le gomme nella finestra di temperatura ottimale.

In delle curve come la due, molto lunghe e veloci, il pilota dovrebbe sacrificare l’entrata per avvantaggiare la percorrenza e l’uscita. In questo modo non si avrà un grosso vantaggio in termini di tempo, ma lo si avrà in termini di gestione gomme. Frenando duramente si caricherebbe troppo l’asse anteriore e si rischierebbe di sbilanciare la vettura, ma soprattutto si immetterebbe troppa energia nelle mescole anteriori.

Di conseguenza lo pneumatico verrebbe messo a rischio di surriscaldamento, rovinando poi la percorrenza delle curve successive. In un certo senso anche questo è mancato a Sergio Perez. C’è da dire che a causa del traffico non è riuscito ad effettuare il proprio giro veloce, tuttavia è stata proprio la carenza di adattamento al nuovo tracciato che lo hanno messo in una posizione così scomoda.

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Quest’oggi in casa Mercedes hanno dovuto limitare i danni e rimanere dietro alla Red Bull di Verstappen. Anche se il distacco alla fine delle qualifiche è stato molto contenuto. Siamo di fronte ad una W12 con un bilanciamento leggermente sovrasterzante. Qualche piccolo snap qua e là hanno limitato la prestazione odierna delle due frecce nere.

Curva tre è stato un po’ il simbolo di questa qualifica. Dai team radio di Peter Bonnington, ingegnere di Lewis, il principale distacco è stato accusato nella percorrenza di questa tornata. In entrata la RB16B risulta essere molto più stabile. Verstappen può permettersi quindi di andare sul pedale del freno qualche metro in ritardo. In uscita è la stessa storia, Max riesce ad andare sul gas poco prima. Il risultato è chiaro: due decimi guadagnati in una sola curva.

La vettura di Brackley è riuscita a guadagnare solamente negli allunghi. All’ultimo tentativo Max ha lasciato qualche centesimo alla penultima curva, basti osservare che la differenza tra il tempo ideale ed il giro effettivo è di 1 decimo. Ciò ha di fatto permesso a Hamilton di avvicinarsi molto. L’olandese sembra aver perso quei trentotto centesimi anche a causa del DRS, il quale non si è aperto sul rettifilo finale.

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La sorpresa odierna è stata Gasly, che piazza la sua AlphaTauri in quarta posizione. Domani si preannuncia una buona gara per loro, dovranno saper mantenere la posizione alla partenza e al momento della sosta. Nelle sessioni del venerdì il francese ha avuto qualche problema nel mantenere nella corretta finestra le gomme anteriori.

Ciononostante gli ingegneri italiani sembrano poi aver ben compresso il processo di attivazione delle gomme e sono riusciti a fornire a Pierre una vettura nel complesso ben bilanciata. E’ sorprendente vedere quanto la vettura italiana si riesca ad adattare a molte piste differenti. Il primo settore ha fatto la differenza. Il pilota transalpino ha messo assieme quasi ogni suo migliore micro settore.

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Dal lato Ferrari è stata una giornata un po’ amara considerando quanto di buono visto nelle sessioni di ieri. Charles aveva nel piede la seconda fila, ma nell’ultimo tentativo ha richiesto qualche grado di troppo all’ala anteriore e ciò ha reso la vettura più sovrasterzante. Infatti in curva dieci ha avuto un’eccessiva rotazione della vettura. Il pilota monegasco ha poi perso qualcosina nel primo settore e non ha guadagnato abbastanza nel secondo per riuscire a sopravanzare Gasly.

Rispetto a ieri le condizioni non sono cambiate eccessivamente. La temperatura dell’asfalto si è mantenuta sui 35°C. Tuttavia le altre squadre hanno fatto un passo avanti, mettendo un po’ in difficoltà le vetture del Cavallino. Peccato aver cercato troppo nell’ultimo tentativo, limitando di fatto il grip al posteriore.

Subito dietro alla squadra di Maranello troviamo l’Alfa Romeo di Giovinazzi. Una prestazione eccezionale, costruita in gran parte nel tratto iniziale del tracciato olandese. Qui il pilota italiano è riuscito a trovare un ottimo spunto in uscita dalla curva iniziale ed ha poi fatto segnare un altro ottimo intertempo nel misto tra la sei e la sette. Il resto del giro è stata una ricerca della miglior prestazione personale. Antonio sembra aver trovato un buon setup su questo tracciato. Arrivare subito alle spalle delle due Ferrari non è da poco.

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L’italiano ha tenuto dietro le due Alpine e la McLaren di Ricciardo. Le vetture francesi non hanno confermato il passo visto nella sessione di ieri. Seppur il bilanciamento trovato fosse molto buono, non è bastato per sopravanzare le vetture rosse. Rispetto all’Alfa, hanno perso molto tempo prezioso nel settore iniziale. Il tratto centrale tra i tre è stato il migliore, mentre nel terzo hanno continuato a perdere qualcosina. Ricciardo si è ritrovato ad essere l’unico pilota McLaren ad entrare nel Q3. Il compagno di squadra Norris è stato beffato dalla bandiera rossa nel Q2.

In ultimo, diamo uno sguardo a quanto ci aspetta domani. L’unico stop è la strategia preferenziale. Quasi tutti si orienteranno in questa direzione. Tuttavia la mancanza di Perez metterà in difficoltà il muretto Red Bull. Christian Horner spera addirittura in Gasly, che partendo in quarta posizione potrebbe dare fastidio alle vetture di Stoccarda. In casa Mercedes divideranno le strategie tra Hamilton e Bottas. Uno dei due potrebbe provare a tenere un passo più alto facendo due pit stop, oppure potrebbe tentare di ritardare la sosta e sperare in una Safety Car.

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Molti infatti potrebbero essere gli eventi in pista e da questi si dovrà approfittarne. Come già accennato, l’arma più tagliente in mano agli strateghi sarà proprio l’overcut, per cui chi resterà fuori più a lungo mantenendo un buon passo avrà un grosso vantaggio. I piloti domani avranno davanti una grande sfida: preservare le gomme. L’asfalto è liscio e non molto severo. Detto questo, sono presenti molte curve veloci in appoggio, per cui surriscaldare le mescole è molto facile. La parte difficile sarà raffreddarle e riportarle nella corretta finestra.


F1-Autori: Niccoló Arnerich – @niccoloarnerich

F1-Foto: Formula Uno – Scuderia Ferrari

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