Perché la sosta di Carlos Sainz è durata 8,1s? Failure sulla posteriore destra

Gli equilibri di un Gran Premio in F1 sono spesso decisi da piccoli dettagli. Pertanto, regalare tempo agli avversari rientra nella dicitura “errori non accettabili” per un team della massima categoria del motorsport. Lo sa bene la storica scuderia Ferrari, incappata in una problematica legata al pit stop sulla vettura numero 55 durante l’ultimo round del campionato 2021.

Tornata 36. Adami rende edotto Sainz sulla questione legata ai lap time, sostenendo che le Intermedie nuove montate da alcuni piloti offrono un ritmo migliore. Il conciliabolo con lo spagnolo non ha molte sfumature, sostanzialmente perché il muretto ordina la sosta ai box. Carlos chiede conferma sul provvedimento e accetta la decisione presa dagli strateghi del Cavallino. Mentre la vettura modenese prende la corsia box la necessità di caricare l’anteriore viene esposta in radio dal madrileño: “point one up” l’incidenza scelta per avere più “front” durante il secondo stint di gara.

Osservando l’operazione relativa al cambio delle coperture si nota una certa dinamicità dei meccanici in Rosso, abili nel portare a termine la sostituzione delle mescole con relativo aggiustamento al flap anteriore in tempi brevi. La monoposto viene rimessa a terra ma qualcosa va storto. Il tempo consuma troppi istanti e Carlos, non capacitandosi della situazione, gesticola con il braccio sinistro in preda all’ansia di tornare alla competizione.

Se osserviamo il semaforo della “pit stop station” Ferrari si nota come in questi interminabili 8,1 secondi il colore resti rosso. Situazione che, sebbene con modalità differenti rispetto a quella capitata a Verstappen durante il Gran Premio d’Italia, affonda le radici nella medesima questione: le nuove direttive tecniche sui pit stop entrate in vigore nella non-gara di Spa-Francorchamps

Tali norme hanno imposto alle squadre di F1 la presenza di sensori per rilevare ipotetici fissaggi erronei delle ruote ed evitare di rimettere in pista le auto sino a quando il dado non è perfettamente avvitato al mozzo. Inoltre, il nuovo software utilizzato per governare il sistema, dev’essere in grado di impedire una segnalazione anticipata del meccanico prima del reale completamento della sequenza. In tal caso, per dare il via libera l’operatore dovrà ripetere nuovamente l’operazione dopo aver serrato il dado.

Nel caso Ferrari però, dopo aver espletato con successo il loro compito, i meccanici restano immobili sulla piazzola dei box e non si registra alcuna attività nei secondi successivi. Il feed video dimostra come nessuno di loro agisca sulle pistole per sbloccare il sistema che, a conti fatti, sembra decidere autonomamente di prolungare la permanenza di Sainz in pit lane

Tuttavia, tramite un’osservazione più accurata attraverso le telecamere esterne, notiamo il meccanico che maneggia il comando collegato alla struttura rivolgersi all’incaricato della posteriore destra. Quest’ultimo fa un cenno positivo cambiando la posizione e solo allora arriva l’ok (feccia gialla) che precede il semaforo verde. Con ogni probabilità l’input che viene raccolto dal sistema di controllo è andato perso e per ovviare a questo problema, dopo aver verificato il coretto montaggio dello pneumatico è stata messa in atto la procedura manuale.

Sebbene non si tratti di un errore umano, tirando le somme il ritardo causato dal sistema ha compromesso totalmente la corsa dello spagnolo. Carlos, infatti, rientrando in pista è caduto vittima di un clamoroso “tappo” creato dal ritmo blando di Esteban Ocon, l’unico pilota capace di terminare il Gran Premio della Turchia edizione 2021 senza effettuare soste ai box.


F1-Autore: Alessandro Arcari – @Berrageiz

Foto: F1Tv

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