Ferrari 2022 innovativa e vincente? Solo chiacchiere…

Il senso dello scritto si evince chiaramente dal titolo. In F1 alimentare le false speranze non è mai cosa buona soprattutto quando, come nel caso della storica Scuderia Ferrari, sommo gaudio e tripudio non accarezzano Maranello oramai da due lustri e mezzo abbondanti. Eh si… la Rossa non vince più. E purtroppo, dati alla mano, le vetture forgiate in GES dal 2009 in poi, raramente sono riuscite a giocarsi il mondiale sino alla fine del campionato.

Il futuro scalpita e la nuova era regolamentare è oramai alle porte. La sconsolata stagione 2021 non può e non deve soddisfare i tifosi ferraristi. Un terzo posto conquistato matematicamente all’ultimo round del campionato stride fortemente con mezzi e ambizioni di una squadra così blasonata. Enzo Ferrari, visionario e costruttore di un sogno che tutt’oggi vive nelle menti di milioni di persone la penserebbe proprio così. Dubbi al riguardo non esistono…

E allora non serve nient’altro che lavorare e permettere alla quiete di avvolgere il tempo che divide la vettura modenese dalla pista. Si perché parliamoci chiaro… tutto quello che verrà detto e scritto durante le prossime settimane finirà nel sacco della speranza. Sotto questo aspetto va sottolineato come l’enorme impegno profuso durante l’ultimo anno e mezzo, al pari delle altre scuderie che di certo non sono state a guardare, non assicura assolutamente nulla, purtroppo. La bontà del progetto non si misura in base alle ore dedicate, ma bensì alla riuscita dello stesso. 

F1
l’italo svizzero Mattia Binotto, team principal della storica Scuderia Ferrari

Il realismo dell’ultimo paragrafo non va preso come un segnale negativo. Il messaggio non recita: “Attenzione perché nel 2022 ancora una volta la Ferrari non sarà all’altezza della propria reputazione“. L’auspicio è ben altro, ovviamente. Tuttavia, attenzionare tale scenario con promesse eccessive e illusorie non giova a nessun partecipante di questo sogno. Né ai tifosi, tanto meno a chi si sta spaccando la schiena da tempo per trasformare questo anelito in realtà effettiva. 

Ecco perché il concreto pessimismo di Binotto risulta più che lecito e come tale va assolutamente capito. La “non fiducia” espressa in parte nelle parole rilasciate dall’ingegnere occhialuto sono assai comprensibili. D’altronde il divario palesato nelle ultime stagioni dalla monoposto italiana nei confronti dei top team è stato parecchio significativo e come detto, credere che il solo sforzo esercitato dagli uomini in rosso possa garantire i risultati non sembra per nulla onesto.

F1
il render della Ferrari versione 2022

Il riferimento sui progetti altrui non esiste. E se è pur vero che l’occasione di fare centro sfruttando le zone sconosciute relative alle nuove norme è ghiotta, dall’altra parte la possibilità di interpretare le cose in maniera errata o comunque non all’altezza dei propri competitor esiste eccome. Se poi teniamo presente come diverse scuderie sino a ora siano state davanti alla Rossa, proponendo soluzioni decisamente più competitive durante le ultime stagioni, di base potremmo pensarle come più preparate per affrontare la nuova era. Chissà… forse considerare una panorama del genere pare pessimistico, ma tale prospettiva non può di certo essere esclusa a priori.

Senza contare che al di là del progetto in se, saranno molteplici le incognite che la pista si incaricherà di produrre al netto della bontà del lavoro svolto. Si perchè le vetture di nuova generazione, molto distinte a livello aerodinamico e meccanico, necessiteranno uno stile di guida ben differente. La capacità di adattamento dei piloti, pertanto, unita alla bravura dei tecnici nel comprendere il comportamento in pista ricoprirà un ruolo determinante a livello prestazionale. Così come la capacità di sviluppare le monoposto velocemente.

Proprio per questo, a dicembre, parlare di soluzioni innovative, rivoluzionarie o spinte, capaci di riportare il Cavallino Rampante sulla vetta dopo anni di sofferenza, rientra in un contesto congetturale decisamente fine a se stesso. Resta la sola consapevolezza di aver costruito un gruppo di lavoro coeso e capace che abbraccia l’unità di intenti mirata verso l’unico obbiettivo che Ferrari può accettare: tornare a lottare per la vittoria.


F1-Autore: Alessandro Arcari – @berrageiz

Foto: Scuderia Ferrari

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4 COMMENTS

  1. Ovvero, facendo le dovute premesse che vincere un titolo non è mai garantito e non può essere preteso, vorrei ricordare che i tifosi Ferrari sono 14 anni che masticano amaro. In Ferrari hanno gestito moltonmale le ultime stagioni anche a livello di immagine (esempio supermotore e accordo con la Fia), sono state dichiaratamente sacrificare 2 stagioni per preparare bene un 2022 in cui cambia TUTTO, quindi menzionare i distacchi dai top team accumulati fino al 2021 ha poco senso e ora dobbiamo sentire Binotto parlare di pessimismo e dichiarare “speriamo di poter fare qualche vittoria”?!? La Ferrari per storia e capacità economica ma specie dopo i DISASTRI degli anni passati ha il dovere morale di cercare PERLOMENO DI LOTTARE PER IL MONDIALE, visto che sono 2 anni che si è alzata bandiera bianca prima di mettere le ruote in pista. Non credo che al Drake sarebbe piaciuto un approccio simile. Se almeno non si lotta per il mondiale stavolta non può essere che fallimento totale, se a se e senza ma, perché gli uomini devono essere all’altezza del marchio che rappresentano.

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