Rivoluzione in F1 nel 2022? Il vero terremoto arriverà più avanti!

F1 – Noi di Formula Uno Analisi Tecnica abbiamo, per indole e natura, lo sguardo sempre rivolto al futuro. Non rifuggiamo dalla storia e dai suoi insegnamenti, ma ci stimola ragionare su quello che verrà. Il Mondiale 2022 prenderà il via, considerando la prima sessione di libere del GP del Bahrain, tra esattamente 66 giorni. La stagione sarà avvolta in una nube che ha le sembianze del testo normativo che definirà i nuovi standard tecnici che le scuderie dovranno rispettare.

Ma non è questo ciò di cui intendiamo parlare. Il 2022, in F1, è un anno anno di passaggio in vista del 2023, con appendice al 2024. Ma come, non era la stagione imminente quella più attesa da almeno un paio di lustri? Certo, ma all’orizzonte si inizia a scrutare un altro movimento tellurico mica da ridere: l’attuale griglia di partenza potrebbe, nei nomi, conoscere uno rimescolamento totale. Non ci credete? Facciamo il punto della situazione osservando chi ha in scadenza il contratto a dicembre di quest’anno.

Sono ben 12 i piloti che, potenzialmente, saranno liberi quando i botti di capodanno rumoreggeranno. Si va da nomi illustrissimi a professionisti meno acclamati che, in ogni caso, lascerebbero un sedile vuoto ed appetibile da colmare.

Bando alle ciance, ecco a voi la magnifica dozzina: Sergio Perez, Carlos Sainz, Fernando Alonso, Pierre Gasly, Yuki Tsunoda, Sebastian Vettel, Lance Stroll, Alex Albon, Nicholas Latifi, Guanyu Zhou, Mick Schumacher e, ultimo ma non ultimo, Nikita Mazepin. E poi c’è lui, il jolly supremo che allunga l’arco temporale al 2024: Sua Iridescenza Max Verstappen. Premessa: sulla durata di alcuni contratti non c’è chiarezza totale, ma le indicazioni ci inducono a ritenere che non siamo lontani dai fatti. E se ci sbagliamo “ci corrigerete”.

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lo spagnolo Fernando Alonso (Alpine F1 Team) festeggia sul podio il terzo posto al Gran Premio del Qatar edizione 2021

A destare sorpresa è il fatto che vi siano interi team che potrebbero vedere le proprie line-up dissolversi. Se la stagione che sta per iniziare dovesse esprimere gli stessi valori osservati nel 2021 non è che ci sarebbe tutta questa attenzione mediatica sulle sorti della Haas piuttosto che della Williams. Anche perché sarebbe strano che papà Dimitri Mazepin possa dare il benservito al pargolo.

Ovviamente un Mick partente aprirebbe a scenari da dolce sogno. Specie se Ferrari dovesse rinunciare a Carlos Sainz. Circostanza della quale non vi sono evidenze visto che lo spagnolo pare essere in avanzate trattative per prolungare il suo legame con Maranello. Fino a tutto il 2024. Per la gioia di Charles Leclerc che quest’anno le ha prese dal madrileno. Spezziamo subito, quindi, l’onirica immagine del binomio Schumacher-Ferrari.

Ma non divaghiamo. Torniamo indietro nella griglia. Zhou, non ce ne voglia, al momento sembra essere in F1 più per ragioni economiche che per meriti sportivi. Dite di no? “Ora che Guanyu Zhou guida per l’Alfa Romeo l’interesse dalla Cina sta crescendo. Quindi anche la regione in oggetto diventerà il nostro focus“. Firmato Stefano Domenicali (leggi qui). Quindi la sua permanenza potrebbe essere più lunga di quanto si possa immaginare. Anche in presenza di risultati non proprio esaltanti. Perché la grana tira più di un carro di buoi. Non era esattamente questo il detto ma ci siamo capiti.

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Esordio per Guanyu Zhou al volante dell’Alfa Romeo in occasione dei test Pirelli ad Abu Dhabi

Albon e Latifi dovranno (ri)conquistarsi il sedile a suon di prestazioni. Il driver canadese è quello che può risultare più appetito ai portafoglio – ehm sguardi – degli altri team principal. E’ vero che la Williams è stata acquisita dal fondo americano Dorilton Capital, ma la dote economica del ragazzo non è roba da ridere. Quindi, anche altrove, un futuro brillante, come le monete fresche di conio, potrebbe essere garantito. Il collega thailandese, invece, dovrà sgomitare dopo aver preso legnate indicibili dal neocampione dl mondo. Cosa che potrebbe averlo fortificato. Lo speriamo per lui.

Procedendo verso l’alto della lista su proposta arriviamo laddove i giochi si fanno più interessanti. Se nel vostro cervello inizia a risuonare il tipico motivetto che accompagna i film con protagonista James Bond è perché siamo giunti in Aston Martin. Da quelle parti la situazione è più fluida di quanto possa apparire. Sebastian Vettel, dopo un’annata in cui si aspettava di più dalla cugina meno dotata della Mercedes W12, ha rinnovato l’impegno dopo che molte voci si erano diffuse sul suo abbandono. Chiacchiericci senza fondamento.

Seb è un driver vecchio stampo e l’occasione di provare le vetture in configurazione 2022 non voleva proprio lasciarsela sfuggire. Naturalmente il suo futuro dipenderà da come la AMR22 risponderà in pista. Un altro anno a tirar manate nelle zone medio-basse potrebbe spingere il tedesco all’addio a alla ricerca di nuovi stimoli extra F1. La possibilità è concreta. E di certo non tornerà in quella Red Bull che potrebbe generare una rivoluzione totale sul fronte piloti (leggi qui). Ci arriveremo, calma.

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uno dei tanti caschi usati da Sebastian Vettel (Aston Martin) durante la stagione 2021

Dicevamo di situazione non proprio liscia dalle parti di Silverstone. Lance Stroll, come Nicolino Mazepin, dovrebbe essere in una botte di ferro. Ma è davvero così che stanno le cose? Sì e no perché Lawrence Sheldon Strulovitch, uno con la bisaccia piena di lingotti d’oro e con le ambizioni fuori controllo, qualche bordata al pargolo l’ha lanciata su un ipotetico futuro da separati. Messaggi motivazionali? Probabilmente sì, ma qual minimo di incertezza, romantici sognatori, vogliamo lasciarla. Quindi anche Aston potrebbe avere due sedili liberi in questo mega rimescolamento che sarà il 2023.

Ancora più interessante è l’aria che tira in Alpha Tauri. Ossia nella Red Bull dei piccoli. Qua entriamo nel reame del Dottor Helmut Marko. “AT” è il suo giocattolo, come se il padrone fosse lui e non Dieter Mateschitz che evidentemente delega più del dovuto per curarsi della sue bibite energizzanti dal successo clamoroso a dispetto del gusto da medicinale fluidificante. Il marketing fa miracoli. Complimenti a lui.

Tsunoda sarà al secondo anno in F1. Honda che lo proteggeva, formalmente, non c’è più. I motori a Milton Keynes se li faranno da soli. O quasi (leggi qui). Ecco che ora bisogna svoltare. Nel primo campionato il giapponesino si è fatto ricordare più per il turpiloquio nei team radio che per le prestazioni offerte in pista.

E ci può stare perché pilotare una F1 non è come guidare un’auto su una strada panoramica. L’adattamento necessita di tempo e qua nessuno si erge a giudice di cassazione. Ma altri 23 GP a prenderle da Gasly, con ogni probabilità, farebbero infuriare non poco Marko che ha il licenziamento facile. Ne sanno qualcosa Albon, Kvyat e lo stesso francese autore di una stagione da ricordare.

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Il francese Pierre Gasly ( AlphaTauri) durante la stagione di F1 2021

Pierre Gasly è quindi un nome bollente. Dopo essere stato maciullato da Verstappen e deriso in favore delle telecamere di quella serie tossica che è Drive to Survive, si è rifatto una verginità sportiva nella ex Toro Rosso. Non è proprio amico di zio Helmut e siamo sicuri che scapperebbe a gambe levate se qualche team gli offrisse un sedile comodo e veloce.

In questo inizio 2022 caratterizzato dal lungo silenzio di Lewis Hamilton qualcuno aveva azzardato uno scenario clamoroso: il 44 in pensione (o darsi pienamente alla moda piuttosto che alla musica) e il francese al suo posto a formare una coppia esplosiva con George Russell. La Guerra dei Cent’Anni adattata alla F1. Sai che godimento.

Riponete spade e lance. Hamilton dovrebbe onorare il contratto che lo lega a Mercedes e che scade il 31 dicembre 2023. Quindi tenete a freno le suggestioni belliche. Gasly potrebbe appunto rinnovare per aspettare altri sedili buoni o potrebbe percorrere una doppia strada. L’una che, ovviamente, esclude l’altra: la prima porta in Alpine al posto di Alonso qualora questi decide di appendere i guanti al chiodo. Voi ci credete? Io no. La seconda è quella che riconduce a Milton Keynes in luogo di Sergio Perez che si è dimostrato fedele scudiero ma troppo lento per essere vero. Di questo passo non avrà vita lunga. A meno che Max non si imporrà. E un campione del mondo sì che ha voci in capitolo. Ma ci arriviamo.

Gasly in Red Bull accanto all’olandese sarebbe un rischio clamoroso. Dovesse sfigurare avrebbe perso l’occasione della vita. La seconda che non lascerebbe spazio ad una terza. Ma uscire a testa alta dal confronto gli darebbe la possibilità di dimostrare che quella mezza annata fu una parentesi figlia del noviziato in una scuderia di vertice. Il ragazzo sarà internamente dilaniato e si spera che questo stato di cose non lo condizioni nel 2022.

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Gp Abu Dhabi 2021: l’abbraccio tra Max Verstappen (neo campione del mondo) e il compagno di squadra in Red Bull Racing Honda, Sergio Perez

Di Alonso, Sainz e Perez abbiamo brevemente detto e ulteriori valutazioni sarebbero un esercizio vano. Giungiamo a lui, al campione del mondo in carica. Ammetto che dopo sette anni fa un certo effetto scriverlo non riferendosi a qualcuno che ha Stella a Tre Punte sul petto.

Quello tra Verstappen e Red Bull è un legame solido. Sotto le effigi del Toro che carica ha costruito la sua carriera da predestinato. Lui sì che lo è. Si è sempre detto che senza un campionato nel carniere il giovane si sarebbe lasciato attrare da altre sirene. Ora quel titolo è arrivato e con esso potrebbe giungere un prolungamento ad un contratto molto remunerativo e che i fatti hanno dimostrato essere pienamente meritato.

I prossimi due anni dovrebbero scivolare senza intoppi, ma è per il 2024 che si possono aprire orizzonti gustosi. Perché ad esser libero sarà un posto mica male. Hamilton, alla fine del 2023, andrà per i 39 anni e avrà un contratto scaduto. Mercedes, che tanti volevano ritirarsi dal Circus alle soglie della rivoluzione regolamentare (vi sarebbe piaciuto eh?), è più coinvolta che mai in F1 grazie alla “discesa in pista” di INEOS. Ecco che le condizioni si sono create perché, prima o poi, il britannico dovrà dire addio alla categoria. L’età avanza, gli stimoli diminuiscono: il tempo che fa il suo normale mestiere.

Mettiamo subito nero su bianco: non c’è nulla. Nessuna voce, nessuno spiffero dall’interno, nessuna fonte più o meno segreta che ha imbeccato questo e/o quello. Verstappen – Mercedes è semplicemente e lucidamente una suggestione che si basa su un ragionamento logico.

Ovviamente ci sarebbero tanti ostacoli da superare. A partire dalla ritrosia di Marko e Horner a vedere un prodotto costruito con maniacale cura passare sotto le insegne del nemico. La stessa Mercedes, che con Max si è scontrata ferocemente nel 2021, dovrebbe ammorbidirsi nei confronti del pilota belga di nascita.

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Max Verstappen (Red Bull Racing) – Lewis Hamilton (Mercedes AMG F1 Team)

Inutile dire che le prossime due stagioni saranno decisive. Molto dipenderà da cosa farà George Russell. Se sarà, in poche parole, capace di prendere in tutto e per tutto i posto di Hamilton dopo due anni di coabitazione. Se il ragazzo dovesse dimostrare di avere la spalle larghe, Wolff sarebbe restio a cercare un’altra stella, tra l’altro dal carattere da primadonna, andando a squilibrare la line-up. Cosa che a Brackley voglio scongiurare dopo il 2016. Diverso è se AMG si renderà conto di necessitare di un top driver.

Ancora, fondamentale sarà la risposta di Red Bull ai nuovi regolamenti e, soprattutto, all’assenza di un motorista ufficiale. Se le prestazioni dovessero scadere un tipo ambizioso come Max potrebbe non far pesare il sentimentalismo e puntare lo sguardo verso altre mete.

Si tratta di discorsi campati in aria, le variabili sono tante e tali da non poter fare previsioni di medio periodo. L’unica evidenza che abbiamo sul tavolo è che i contratti dei due piloti che si sono scontrati ferocemente del 2021 spireranno a dicembre 2023. Questo ad oggi, ma la F1 è lo sport dei cambiamenti repentini e ciò che è stato scritto ora potrebbe non valere tra poche ore. Quindi prendete questo scritto per quello che è: un disegno immaginario di un futuro non leggibile. Le congetture sono finite, andate in pace.

F1-Autore: Diego Catalano@diegocat1977

Foto: F1, Red Bull, Alpha Tauri, Aston Martin, Alfa Romeo, Alpine

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