Copygate: una (non) vittoria di Renault?

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Copygate: una (non) vittoria di Renault?

Un’ora e mezza prima dell’inizio della prima sessione di prove libere del Gran Premio 70° anniversario della Formula 1, la FIA ha finalmente comunicato il verdetto dei commissari di quello che molti hanno ribattezzato come “Copygate”. Sono state accolte in parte le proteste Renault: tolti a Racing Point i 15 punti per il campionato costruttori guadagnati nel GP di Stiria, inflitta una multa di 400.000 euro (200.000 euro per macchina) oltre che due reprimende relative ai GP di Ungheria e Silverstone. Racing Point ha ora 24 ore per presentare ricorso anche se è molto difficile che ciò avvenga. Vediamo insieme il perché.  

La sentenza parte dal presupposto secondo cui, dalla stagione 2020, i vari team devono progettarsi autonomamente le prese di raffreddamento dei freni anteriori e posteriori poiché facenti parte delle «Parti elencate» in Appendice 6 del regolamento sportivo FIA. Questi componenti non vanno ad influenzare solamente le temperature dei dischi freni bensì anche l’aerodinamica e soprattutto le temperature e il comportamento degli pneumatici. Renault ha affermato che questi componenti, sulla Racing Point RP20 sono troppo simili a quelli Mercedes 2019 (W10) e che le informazioni non avrebbero potuto essere ottenute se non tramite un trasferimento di proprietà intellettuale.

Mercedes, chiamata in causa e fornendo alla FIA i sistemi di prese d’aria utilizzati nella scorsa stagione sulle macchine di Hamilton e Bottas, ha effettivamente ammesso di aver fornito informazioni sui condotti dei freni anteriori e posteriori della loro auto 2019 ma nella passata stagione, ossia quando ancora consentito poiché all’epoca non erano considerate parti elencate. Partendo dagli anteriori, i commissari facenti parte del collegio giudicante hanno concordato sulla loro legalità in quanto, sebbene fossero stati copiati comunque dalla Mercedes, erano già stati utilizzati sull’auto del 2019. Insomma, una copia avvenuta quando lo si poteva fare. Al posteriore non è così invece. Racing Point ha infatti utilizzato i dati CAD forniti legalmente da Mercedes a Racing Point nel 2019 per riprogettarli completamente rispetto alla stagione passata, modifica significativa necessaria per via del drastico cambiamento di filosofia aerodinamica della nuova vettura inglese.

Se questi componenti, ipoteticamente, fossero stati utilizzati nell’ultima gara 2020 (Abu Dhabi) sarebbero stati ora considerati “legali” nella loro progettazione per il 2020. Poiché sono stati portati in pista solo in questa stagione 2020, per gli stewards è stato chiaro arrivare alla conclusione che Racing Point stava utilizzando una “parte elencata” con design proveniente da un altro team, Mercedes. La FIA ha affermato che se Racing Point avesse chiesto se potevano utilizzare i condotti dei freni posteriori Mercedes 2019 sulla loro auto di quest’anno, avrebbe comunicato al team che non potevano. Ma non lo hanno fatto.  

Aver infranto il regolamento sportivo, e non quello tecnico, ha comunque scongiurato la possibilità di squalifica delle RP20 negli ultimi tre Gran Premi. Lasciano un po’ di perplessità le morbide sanzioni inflitte al team di Silverstone, che secondo la FIA andranno a coprire anche le corse successive, per le quali gli steward hanno giudicato sufficiente una reprimenda. Nel frattempo la Racing Point potrà continuare a utilizzare le prese d’aria contestate poiché, sempre secondo la FIA, sarebbe impossibile chiedere a Racing Point di dimenticare improvvisamente le conoscenze acquisite e anche illogico pensare che possano modificare il design ripartendo da zero. Nella sentenza ha giocato molto anche il ruolo assolutamente trasparente di Racing Point che ha ribadito di aver interpretato il regolamento pensando che quella fosse la maniera corretta di farlo.  

Quella che può considerarsi a tutti gli effetti una non vittoria di Renault, pur essendo il contrario giuridicamente parlando, porterà a novità nel brevissimo periodo; la FIA ha infatti rivelato che nelle prossime settimane saranno fatte alcune modifiche al regolamento sportivo (2021) per impedire che quanto accaduto nel 2020 da Racing Point non diventi la normalità.


Autore: PG Tech – @smilextech

Foto: Racing Point

1 commento

  1. sai che bello passare a 70 kmh davanti ad un autovelox dove il limite è di 50 kmh e dire che credevo il limite fosse 70 kmh e farla franca? o farsi beccare con la patente e/o la revisione dell’auto scadute e dire non me n’ero accorto….ci vorrebbe sempre la fia a farci i controlli, beati rp e mercedes

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