Anteprima GP Bahrain 2020: Ferrari crede al terzo posto

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Anteprima GP Bahrain 2020
Sebastian Vettel, quattro volte campione del mondo di Formula Uno

Anteprima GP Bahrain 2020: Ferrari crede al terzo posto


Triple header. L’ultimo dei 4 di questa stramba annata 2020. La prima delle due visite al deserto si avvicina e malgrado la data sul calendario non corrisponda alle precedenti, i dati in possesso dei team saranno comunque validi. Le temperature infatti non saranno molto differenti a quelle di inizio anno, rendendo i feedback delle scorse manifestazioni più che validi. Le velocità medie più elevate di tutta quanta la stagione 2020 andranno sommate ad un asfalto parecchio abrasivo, elemento da tenere parecchio in considerazione in questo terzultimo appuntamento stagionale.

A Manama, oltre la solita allocazione per il fine settimana, i 20 piloti del lotto potranno disporre delle mescole C3 specifica 2021, da testare nella giornata di venerdì. Sotto questo aspetto la raccolta dati risulterà senza dubbio più probante rispetto a Portimao, avendo la possibilità di realizzare una serie di preziosissimi compare in vista della prossima stagione, considerando il differente impatto aerodinamico al retrotreno prodotto da una struttura dei compound più rigida.


Anteprima GP Bahrain 2020: orari e Televisione


Anteprima GP Bahrain 2020: layout

Evidentemente li sa fare solo lui i circuiti. Costato la bellezza di 150 milioni di dollari, il progetto per sfoggiare la massima categoria del motorsport in Bahrain porta ancora la firma di Hermann Tilke, voluto fortemente dal presidente onorario della Bahrain Motor Federation il principe Salman bin Hamad Al Khalifa, poi affidato alla società WCT Engineering per la realizzazione. Il tracciato è composto da 15 curve (9 a destra, 6 a sinistra) che si srotolano lungo un percorso orario di 5.412 km. Saranno 57 le tornate necessarie a percorrere i 308.238Km previsti per il Gran Premio del Bahrain. Ben 470 i metri che dividono la linea del traguardo dalla prima staccare, 423 quelli che compongono la pitlane. Posizionato al centro di un deserto, l’oramai conosciuto problema della sabbia soffiata dal vento sulla pista va sempre tenuto a mente. Lo speciale spray adesivo con cui vengono trattate le zone sabbiose immediatamente attorno al tracciato infatti, non sempre garantisce un risultato soddisfacente. 

Due lunghe rette e altrettante staccate formano il primo settore, dove la trazione ottimale darà modo alle vetture di accelerare al meglio per raggiungere le più alte velocità di punta. Più lenta, la zona centrale del tracciato prevede un susseguirsi di curve ravvicinate intervallate da un tratto ad alta velocità. Complicata, la frenata in successone che comprende curva 9 e 10 è da sempre a rischio bloccaggio per l’anteriore, visto la pendenza del tracciato in questo punto. Imboccando curva 14 ci si immette nel quarto tratto ad alta percorrenza che porta all’ultima staccata della pista.   


Anteprima GP Bahrain 2020: aerodinamica e Drs

Rear limited. Due parole che definiscono alla perfezione il circuito bahreinita. Pertanto, gestire al meglio gli pneumatici posteriori sarà fondamentale per un layout che enfatizza accelerazione, frenata e trazione. Trovare il giusto compromesso aerodinamico in Bahrain, in grado di assicurare efficienza nelle tre rette e la giusta downforce nei tratti misti guidati, non è mai banale. Il degrado termico al quale saranno sottoposte le mescole Pirelli, considerando l’orario delle Fp2 non in linea con la gara, oltre ai possibili e probabili problemi di grip accennati in precedenza creati dalla sabbia, impegneranno severamente gli ingegneri in diverse valutazioni, dovendo considerare opportunamente la variabilità delle condizioni nel corso della giornata, mettendo al vaglio cambiamenti di setup tra una sessione e l’altra. 

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Il sistema DRS della Ferrari SF1000

Le scuderie che opteranno per un assetto meno carico dovranno tener conto dell’usura, nemico uno della monoposto in gara. Sotto questo aspetto, come sempre, il bilanciamento tra gli assali della monoposto risulterà fondamentale per amministrare al meglio le coperture. Due delle 3 zone Drs (1°- 3°), sommate alla lunga retta che divide curva 13 dalla 14 sono ideali per il sorpasso, mentre solitamente, la possibilità di utilizzare l’ala mobile nel tratto centrale della pista, non sortisce particolari effetti. La velocità extra offerta dall’utilizzo del drag reduction system si attesta su valori importanti, con un delta di circa 16/18 km/h nel primo settore e di 9 nel secondo. 


Anteprima GP Bahrain 2020: power unit 

Possiamo definire demandante il Bahrain International Circuit per quanto riguarda l’utilizzo della parte elettrica. Il recupero dell’energia cinetica e dell’entalpia dei gas di scarico in eccesso, ottenuta tramite il sistema MGU-H, è tra più alti del campionato. Per dare un valore in numeri parliamo di 1723 kJ al giro. Mentre il sistema di recupero in frenata, grazie all’utilizzo del MGU-K, è pari a 2531 kJ per ogni tornata. In totale, le parti ibride delle moderne power unit, garantiranno, sul circuito del Bahrain, un recupero totale di energia che si attesta attorno ai 4254 kJ per giro. In termini cronometri l’energia prodotta fornisce un vantaggio di quasi 3 secondi per tornata, regalando circa 20 chilometri in più nella velocità punta.

Anteprima GP Bahrain 2020
power unit Mercedes W11

Considerando che la tavoletta dell’acceleratore resterà pigiata per il 72% circa dell’intero giro, l’impegno dell’endotermico è da considerare severo, a causa delle caratteristiche tecniche del tracciato sommate alle alte temperature ambientali. L’effetto del peso per ogni tornata si attesta sui 0”23 ogni 10 chili, mentre quello della potenza vale circa 0”17 secondo ogni 10 cv


Anteprima GP Bahrain 2020: Carburanti e trasmissione 

Seppure elevato, il consumo di benzina su questo tracciato non dovrebbe presentare un caso poi così critico. Saranno necessari circa 95/97 Kg di carburante per completare i 308.238 km spalmati sulle 57 tornate previste. Sotto questo aspetto, l’ingresso in pista della Safety Car potrebbe aiutare i team a terminare la gara senza risparmiare carburante. Come per le altre parti meccaniche, anche la trasmissione sarà messa particolarmente sono stress, per il numero elevato di cambiate e l’altissima temperatura che circola all’interno del capò delle attuali vetture di Formula Uno.


Anteprima GP Bahrain 2020: impianto frenante

Secondo i tecnici Brembo il Bahrain International Circuit rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4, lo stesso valore di storiche piste come Nurburgring, Monza e Spa-Francorchamps. Nella sezione centrale della pista ci sono molte frenate a medio-alto impatto energetico e ciò comporta un’elevata usura dei materiali d’attrito. In Formula 1 i dischi in carbonio si utilizzano dagli anni Ottanta e in seguito si sono diffusi anche nelle altre competizioni motoristiche. Nessun altro elemento offre, infatti, quella combinazione di leggerezza, elevata conducibilità termica e assenza di dilatazioni anche ai 1.000° che contraddistinguono i dischi Brembo di F1. La densità del carbonio è di 1,8 grammi al centimetro cubo, a differenza dei 7,8 grammi dell’acciaio e dei 7,2 grammi della ghisa grigia. Il suo coefficiente di espansione termica è un ventesimo dell’acciaio e un quindicesimo della ghisa. Il punto di fusione del carbonio è superiore ai 3.000°C a fronte dei 1.200°C della ghisa e dei 1.800°C dell’acciaio. 

BremboAnteprima GP Bahrain 2020
impianto frenante Brembo

In ogni giro il piloti di F1 utilizzano i freni 8 volte per complessivi 15 secondi e 8 decimi: merito principalmente di 3 frenate, di cui due in successione, alle curve 8 e 10, in cui l’impiego supera i 2,4 secondi. Alta è la media delle decelerazioni massime: 4,2 g, identico valore a Monza e Sochi. E il valore sarebbe stato ancora più alto senza i 2,4 g della curva 6, una frenata in cui si perdono solo 65 km/h. Dalla partenza alla bandiera a scacchi i piloti utilizzano i freni oltre 450 volte ed esercitano un carico complessivo sul pedale del freno di oltre 48 tonnellate: in pratica per ogni minuto di gara sono più di 510 kg a concorrente. D’altro canto in 7 delle 8 frenate la perdita di velocità supera i 130 km/h e in 4 di esse lo spazio di frenata non è inferiore a 105 metri. Delle 8 frenate del GP Bahrain 3 sono considerate altamente impegnative per i freni, 4 sono di media difficoltà e la restante è light. La più dura per l’impianto frenante è quella alla prima curva perché le auto attuali beneficiano di un rettilineo di 1,1 km: le monoposto si affidano ai freni a 337 km/h e scendono a 83 km/h in soli 122 metri. Per riuscirci i piloti frenano per 2,44 secondi esercitando un carico di 172 kg sul pedale del freno ed affrontando una decelerazione di 5,5 g. 


Anteprima GP Bahrain 2020: Ferrari crede al terzo posto

Collocato nel centro del golfo persico, l’edizione numero 16 del Gran Premio del Bahrain non promette qualcosa di particolarmente nuovo. Noioso, probabilmente anche per la stessa Mercedes, lo strapotere della scuderia tedesca non lascia scampo. Annichilisce meritatamente i competitors. Nemmeno le condizioni meteo strampalate hanno fermato sua maestà sette titoli Lewis Hamilton. Vien da se dover “sopportare” ancora questa situazione anche nel tracciato di Manama con la speranza, mai vana, di poter assistere ad una gara ricca di colpi di scena. Sebbene entrambi i titoli abbiano già preso direzione Brackley, la terza forza del campionato, the best of the rest come dicono quelli bravi con le lingue, non è ancora un nome. Per raggiungere questo status la lotta lì nel midfield è davvero tosta.

Pensare che la Ferrari, malgrado l’annata decisamente storta, debba fare miracoli per acciuffare in extremis una posizione per lei comunque deludente considerando fama e budget beh… descrive perfettamente la situazione nella quale il team di Maranello attualmente verte. Non sarà affatto facile conquistare il minimo sindacale, soprattutto tenendo presente le caratteristiche “ostili” dei tre round mancanti. Binotto, da casa, ha suonato la carica. Convinto che il passo avanti ammirato negli ultimi appuntamenti mondiali non sia solamente frutto di circostanze favorevoli. Pertanto, malgrado il ruolo da protagonista che coprirà la PU, senza dubbio uno dei punti deboli della vettura 2020, il team principal del Cavallino resta fiducioso. E lo fa pensando ad entrambi i piloti, convinto che lo stesso Sebastian, in difficoltà per tutta la stagione, abbia finalmente trovato un feeling con la sua monoposto. Non resta che aspettare qualche giorno per capire se le parole di Mattia siano fondate…


Autore: Alessandro Arcari – @berrageiz

Foto: Alessandro Arcari – @berrageizFerrari

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